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Tessiture, filature, tintorie, ecc. ecc. servivano a far rifiorire Prato dalle ferite della 2° guerra mondiale. La città si rialzò soprattutto grazie ad un tessuto: "il cardato" rigenerato dalla rilavorazione degli stracci, (i cenci) che arrivavano a Prato da tutto il mondo; Questo prodotto fu un punto di forza dell'economia nazionale e tornò ad essere il fiore all'occhiello dei pratesi.
Dall'inizio degli anni cinquanta infatti, la città riprese possesso del suo prestigio come " distretto tessile" per eccellenza creando nuove fabbriche, e di conseguenza nuovi posti di lavoro.
Il fumo delle ciminiere abitava di nuovo il cielo di Prato.
Nel 3° millennio la storia ha subito trasformazioni e la globalizzazione ha cambiato nel bene e nel male il mondo intero. Sempre di più i pezzi della storia del tessile pratese volano all'estero ad alimentare le industrie dei paesi asiatici e dell'est Europa. E' un urlo di dolore di angoscia, tutto ciò che era fabbrica non è più fabbrica. Tutto questo, pensato, ideato, costruito a piccoli passi, mattone su mattone dai nostri nonni e genitori. piano piano sta scomparendo, tutte le fabbriche chiudono mettendo in difficoltà l'intera economia del settore. Cosa resterà di tutto ciò? Un ammasso di rottami.
via molinuzzo 97 macrolotto, Prato.
(orario negozio)
tel.0574623112
prorogata fino al 10/11/2009 |